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I cinque principi terapeutici termali

Le piscine termali sono completamente diverse da quelle in cui si nuota:

  • per la diversa temperatura e il gradiente terapeutico (nelle piscine natatorie è in genere sotto i 30°C, nelle nostre termali è superiore)
  • per la profondità/altezza dell’acqua differenziata e dedicata
  • per la diversa composizione chimica dell’acqua termale, che oltre a essere molto alcalina comprende 18 oligominerali
  • per la dinamizzazione dell’acqua grazie a geyser e idromassaggi

Va sottolineato che, a differenza di altre terme, quelle del Mare Termale Bolognese si caratterizzano perché usano tutti e cinque i principi terapeutici termali. Eccone un riassunto.

 

Principio IDROSTATICO

Legge fisica: la densità dell’acqua è 1100 volte superiore a quella dell’aria, quindi il corpo è più leggero perché in acqua si realizza una diminuzione del peso secondo il principio di Archimede.

Conseguenze fisiologiche: tutte le volte che ci si immerge in una piscina, l’acqua per la sua densità spinge il sangue dal basso verso l’alto, cioè dalla “suola di Lejar” fino al cervello, operando in contrasto con la forza di gravità.

 

Principio IDROTERMICO

Legge fisica: quando l’acqua supera i 32°C si ha un processo di vasodilatazione e rilassamento muscolare; quando invece scende sotto i 32°C si hanno vasocostrizione e tensione muscolare. Nei processi di vasodilatazione il sangue arriva a tutti i distretti corporei grazie al fatto che i vasi stenotici tendono ad aprirsi; invece nei processi di vasocostrizione il sangue tende a portarsi al centro dell’organismo, arrivando più facilmente al cervello e ai grandi organi del corpo, quale fegato, pancreas, polmoni, reni, ecc.

Conseguenze fisiologiche: mentre il principio idrostatico spinge il sangue dai piedi al cervello, quello idrotermico regola il percorso del sangue nei vasi sanguigni attraverso il processo di vasodilatazione o vasocostrizione. Le cure AVG operano quindi un processo di vasodilatazione e vasocostrizione che porta il sangue a tutte le cellule fino a quelle del cervello, brucia calorie ed è quindi un potente mezzo anti-age.

 

Principio IDRODINAMICO

Legge fisica: l’acqua ha una resistenza 12 volte superiore a quella dell’aria.

Conseguenze fisiologiche: tale principio condiziona tutti i movimenti fatti in acqua dall’utente, tenendo presente che un esercizio fatto in acqua corrisponde in termini di lavoro fisico allo sforzo di 12 esercizi fatti in palestra.

 

Principio IDROCINETICO

Dinamizzazione dell’acqua attraverso geyser, idromassaggi e controcorrenti.

Conseguenze fisiologiche: se l’acqua supera i 32°C entrano in azione i recettori in generale e in modo particolare i termorecettori (e i propriocettori se si fa anche il training fisico), e tutti questi stimolano le vie sensitive, che a loro volta stimolano il sistema nervoso periferico e centrale, che a sua volta elabora il complesso ormonale.

 

Principio IDROCHIMICO

Legge fisica: una soluzione neutra avrà il pH intorno a 7. Il sangue normale è alcalino e il pH in genere è di 7,4.

Conseguenze fisiologiche: a causa dell’alimentazione troppo ricca di carne, carboidrati e grassi, il pH tende verso processi di acidificazione, che possono essere “tamponati” dal fisico solo finché è giovane; dopo infatti cominciano i processi degenerativi. Di qui l’importanza di utilizzare i mezzi alcalini: uno dei più potenti è l’acqua termale. L’acqua termale del Mare Termale Bolognese riconosciuta dal Ministero della Salute ha due grandi caratteristiche: comprende 18 oligominerali (ferro, calcio, magnesio, manganese, cadmio…) ed è altamente alcalina. Pertanto quando il corpo dell’utente è immerso nell’acqua termale superiore ai 32°C, si crea un processo di vasodilatazione, di apertura dei pori e di stimolazione delle acquaporine: vengono quindi combattuti i processi di acidificazione e nello stesso tempo si realizzano processi di integrazione dei minerali.




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